Tutti conoscono la Primula comune (Primula vulgaris), uno dei fiori che si fa precocemente notare con le sue abbondanti fioriture di un giallo più o meno intenso nel sottobosco, lungo i sentieri e nei prati
ai margini dei boschi di latifoglie. Il suo nome scientifico, un "classico" nella marea di nomi botanici in perenne mutamento, rispecchia nella sua derivazione due caratteristiche: la precocità della fioritura,
tipica di tutto il genere (dal latino "primus"= primo) e il fatto di essere molto diffusa e conosciuta (dal latino "vulgaris"= comune).
Pianta con oltre 50 fiori (Val Baganza 15/03/2017)
Naturalmente quando il fiore è così comune e si presenta con tale ricchezza di esemplari, l'occhio di chi osserva è portato a cogliere la spettacolarità dell'insieme
e quindi molti particolari possono sfuggire. Ogni fiore sembra perfettamente uguale a tutti gli altri e a tutti quelli che si erano già osservati in precedenza. Per questo motivo molti non hanno mai osservato
la differenza tra i fiori “longistili” e “brevistili”, ossia tra quelli che hanno lo stilo lungo sporgente e gli stami infossati nel tubo corollino e quelli che al contrario mostrano alla fauce gli stami mentre lo stimma è
infossato nel tubo corollino. Questo fenomeno, chiamato “eterostilia”, già studiato da Darwin, contrasta l'autoimpollinazione favorendo con la fecondazione da parte degli insetti lo scambio genetico tra gli individui.
Confronto tra esemplare "longistilo" (a sinistra) ed esemplare "brevistilo" (a destra).
Osservando le due foto affiancate si possono notare anche altri particolari variabili, come la forma, la dimensione e l'inserzione dei petali, il colore dell'unghia del petalo.
Ma veniamo all'argomento di questo report: perché dico che le primule danno i numeri? Normalmente la primula ha un fiore a 5 petali (pentamero), ma non è così infrequente
imbattersi in esemplari con un numero di petali (e quindi anche di stami visto che sono direttamente collegati) diverso.
Provate ad osservare con attenzione la foto sottostante: notate qualcosa di strano? (dopo aver osservato fate scorrere il muose sulle due voci sotto la foto)
Probabilmente avrete individuato qualche fiore con un numero di petali non "normale". Ma avevate notato che erano ben 5 i fiori con più petali (6 invece di 5)?
Devo confessare che quando ho scattato la foto, attratto dalla rigogliosità della fioritura, anch'io non avevo notato nulla di strano: solo molto tempo dopo, nel preparare le foto da inserire nel sito, ho rilevato
la presenza dei fiori anomali. Una volta resomi conto che il fenomeno è piuttosto frequente sono stato semplicemente più attento e sono riuscito a fotografare fiori con un numero diverso di petali.
Fiore tretramero brevistilo con 4 petali
Altro fiore tretramero brevistilo con 4 petali (2022)
In questo esemplare sono presenti 2 fiori tretramer1 brevistili con 4 petali
Fiori con 6 petali, quello a destra con petali che in parte si sovrappongono
Fiore a 6 petali con margine leggermente involuto
Fiori esameri sono la forma anomala più frequente e facilmente osservabile con un po' di attenzione. In una sola occasione mi è però capitato di osservare una pianta con
un numero alto di fiori (oltre 30) tutti con 6 petali. Probabilmente in questo caso la modificazione di simmetria non è semplicemente casuale ma acquisita a livello genetico dalla pianta che produce
solo fiori esameri.
Pianta con fiori esclusimante brevistili a 6 petali (2022)
Pianta con almeno 3 fiori a 6 petali e uno a 7 petali, tutti brevistili.(2022)
Fiore longistilo con 7 petali
Altro fiore con 7 petali, ma brevistilo. (2022)
Ancora un fiore brevistilo con 7 petali. (2022)
Pianta "titubante" con fiori che presentano petali saldati (o non completamente divisi) e con unghie sdoppiate. (2022)
Fiore brevistilo con 9 petali
Fiore sempre con 9 petali, ma longistilo e con deformazioni nei petali. (2022)
Fiore brevistilo con 10 petali e doppio gruppo di stami, come se fossero due fiori pentameri saldati insieme. (2022)
Fiore con 11 petali
A questo punto posso a ragion veduta affermare che a volte le primule danno proprio i numeri!
Il fatto è che nella nostra ricerca delle regolarità e delle costanti per cercare di capire
il mondo naturale a volte perdiamo di vista le differenze e la variabilità che comunque fanno di ogni singolo soggetto un individuo. Viva la diversità!
(Report aggiornato nel Marzo 2022 con nuove osservazioni)
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